Comprendere la Società con i LARP - Scoprire chi Sei con l'Educazione
- grautivity
- 27 feb
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 28 lug
Immagina per un attimo di voler sensibilizzare su una tematica sensibile, come l’immigrazione o la parità di genere. Oppure far rivivere le battaglie di Napoleone, far respirare i mutamenti geopolitici, e tanto altro.
Comprendere a tutto tondo la società di oggi è un compito non da poco. Studiare i concetti è un conto, viverli con cognizione causa è un altro. La dinamicità dei cambiamenti supera di gran lunga i contenuti proposti nei libri di testo. Le lezioni frontali, per giunta, non riescono ad allargare i confini alla percezione fisica di un evento e alle sensazioni dei protagonsti. Invece il LARP, propone una narrazione coinvolgente a 360°. Educa infatti a sviluppare competenze sociali, emotive e cognitive, perché porta un’esperienza esterna al contesto scolastico direttamente agli studenti. È qualcosa di straordinario, che non richiede chissà quali costi necessari.
In questo articolo partirò dalla storia dei LARP, come mai possono impattare l'educazione e, per concludere, menzionerò alcuni punti chiave da tenere a mente per la progettazione.
Ma prima di parlare di questo, facciamo un passo indietro. Cosa è questo LARP? Da dove arriva e come mai ti sto raccontando queste cose?
Incipit:

Storia del LARP
Prendiamo le nostre vesti da archeologi (facciamo finta di averle) e comincamo a scavare partendo dagli anni ‘20 del ‘900. Lo psicologo Jacob Levi Moreno, ideò il teatro d’improvvisazione (o della spontaneità), una modalità teatrale dove vi è un’interazione diretta tra pubblico e attori. Non esiste un copione, ma l’interpretazione che gli attori danno dei personaggi sul momento.
Questo diede l’ispirazione a Moreno per applicarlo alla psicoterapia di gruppo. Nasce lo psicodramma, una tipologia di terapia in cui il paziende diventa attore, col compito di inscenare i suoi vissuti, e ricevere un feedback dal gruppo. L’innovazione di Moreno si espanse all’estero, in particolare agli Stati Uniti, dove il gioco di ruolo (GDR, così chiamato), ispirato al modello di Moreno, veniva utilizzato come addestramento militare.
Nel frattempo, intorno agli anni ‘70 e ‘80, mentre si diffondeva in Europa, cominciò a prendere forma il LARP, acronimo di Live Action Role Play, che identifica quei giochi di ruolo dove i giocatori vestono i panni dei personaggi della trama. I partecipanti hanno lo scopo di emularne i gesti, il comportamento, le sensazioni e la visione del mondo. L’impiego del LARP in campo educativo (Edu LARP), risale però agli anni ‘90 del Novecento, nelle care terre del Nord Europa. A partire dalla Svezia, fino alla Danimarca, la Finlanda e la Norvegia, prende forma il LARP Nordico, una tipologia di LARP che si distanzia dalla sua cugina.
A differenza di quest’ultima, che prevedeva competizione e conflitto, il LARP Nordico è basato sulla collaborazione, l’introspezione, l’etica e la morale. In sostanza, non è importante vincere, ma cooperare e scoprire se stessi. Il padre fondatore è il direttore scolastico danese Malik Hiltoft, che realizzò la prima scuola al mondo dove l’educazione è interamente basata sul gioco di ruolo dal vivo.
Fatto questo excursus storico, scendiamo nelle peculiarità del tema di oggi. Abbiamo parlato di interpretazione dei personaggi, ma com’è impostato un Edu LARP? Da dove si parte e lo possono realizzare tutti?
Scoprire chi non sei con la finzione
Preciso che io, personalmente, non ho mai provato un’esperenza del genere.
Mi sono limitato ad approfondirlo, incuriosito dalla scoperta di modelli educativi efficaci. In effetti, con il LARP è è possibile riscoprire se stessi e il mondo. Il potere che l’immaginazione offre non ha eguali. Simulare un contesto passato o presente con determinati stereotipi, categorie sociali e schemi, apre il sipario a un oceano di scoperte.
Il dato statistico diventa carne, sguardo, oltre che numero. Le icone stampate sui testi prendono vita. Diventu tu, quella stessa icona, e quale scelta più efficace di rendere giustizia al passato (e non solo!).
La finzione, contrariamente a come si pensi, significa immaginare, disegnare una versione alternativa di qualcosa. Quando fingi non cessi di essere te stesso/a, bensì ti ritrovi con gli occhi di qualcun altro. Hai presente quando a Carnevale indossavi gli abiti di un personaggio immaginario e, magari, ti sentivi “come lui”? Perfetto. La maschera riproduce quei connotati che, in altri contesti, rimarrebbero nell’invisibile. Trasforma in consapevolezza una natura che si sente sottovoce, spesse volte temuta o nascosta nel guardaroba della convenzione.
Persona, dopotutto, è un termine latino che significa “maschera”. Durante l’adolescenza, scegliere la maschera da indossare permette di scoprire la persona che sei o che non sei, di scegliere il proprio ruolo nel mondo - un simpatico meccanismo chiamato “Teoria dei sè”.
La troviamo tanto in fase adolescenziale quanto in età adulta. La scelta di chi diventare ci accompagna, tutta la vita. Non è lineare, ma varia a seconda delle fasi di vita. Il LARP tira fuori queste maschere dal buio.
Avresti mai immaginato di poter vestire i panni di un soldato nazista? Di avere la stoffa da leader? Oppure di poter dirigere un’assemblea politica? Puoi scoprire di più tramite alcuni interventi degli autori di LARP educativi italiani, visibili nel seminario nell'ambito del progetto Epale (Piattaforma elettronica per l'Apprendimento permanente in Europa)
Progettare un LARP
Creare un progetto, in fin dei conti, vuol dire prevedere l’impronta da lasciare nelle generazioni a venire (e in quelle attuali). Se sottoponiamo ad analisi la parola, pro-gettare è “gettare in avanti”, proiettare verso un futuro le vite altrui.
Il design di un’esperienza educativa è un lungo impegno.
Richiede la compresenza di molteplici fattori interconnessi. Creare un progetto, in fin dei conti, vuol dire prevedere l’impronta da lasciare nelle generazioni a venire (e in quelle attuali). Se sottoponiamo ad analisi la parola, pro-gettare è “gettare in avanti”, proiettare verso un futuro le vite altrui.
Come ogni progettazione, il LARP è un divenire, che va modificato e rivisto in funzione di ciò che funziona meglio o peggio. La finzione, nonostante sembri una scelta immediata, rientra in un’archiettura prestabilita, altrimenti il gioco perde di senso.
Il game designer o l’insegnante che dirige la progettazione, deve prestare attenzione ai ruoli da assegnare, al messaggio da veicolare, alla narrazione di fondo. Secondo il libro che ha ispirato questo articolo, “Edu LARP - game design per giochi di ruolo educativi”, il design educativo segue dei principi cardine. Ne elenco alcuni che reputo essenziali, ma invito alla lettura di questo testo e alla visione del seminario del progetto FEM.
Scegliere un tema
Si parte con la scelta di una tematica, in base alla disciplina insegnata. Dipende dal programma scolastico e da cosa reputi migliore. Se vuoi insegnare agli studenti le guerre napoleoniche, puoi orientare il LARP su un conflitto specifico, su una determinata facia temporale. Il tema scelto può essere svolto in più run (turni, messe in scena) durante più giornate; può avere luogo in un arco di tempo minore, oppure essere organizzato in turni disseminati in più settimane. Suggerisco, inoltre, di affrontare un singolo evento, onde evitare di gestire dinamiche complesse.
Costruire i personaggi
Stabilito il tema da affrontare, è ora di esplorare i personaggi coinvolti. Esistono due tipologie: pesonaggi filologici e archetipo. I primi si fondano sulla ricostruzione di personaggi realmente esistiti, i secondi incarnano una categoria di persone vissute (donne partigiane, nobili del ‘700, contadini...). La descrizone del personaggio non deve contenere troppi vincoli, per lasciare ai giocatori di esplorare in libertà gli scenari possibili. Puoi perfino fare scegliere ai tuoi studenti che personaggi inserire, e invitarli a fare una ricerca bibliografica. Qualora il numero di personaggi fosse inferiore al numero degli studenti, è suggerito di integrare dei "personaggi di riempimento". Ad esempio, dei passanti in una piazza.
Stabilisci il messaggio
Che esperienza vuoi far vivere ai giocatori? Cosa vorresti che rimanesse loro impresso? Che emozion vuoi evocare? Il messaggio è il centro di gravità dell’intero gioco, la bussola che dà un senso ad ogni azione. È profondamente allineato a te, alla passione che hai su una materia, al significato che porta con sè. Ad esempio, potresti voler fare comprendere il valore dell’uguaglianza, oppure l’importanza di considerare l’impatto delle proprie azioni a lungo termine.
Scegliendo il messaggio trasformi la materia (in apparenza) più astratta in un’esperienza tangibile.
Meccaniche e dinamiche
Le meccaniche sono le regole che dettano lo svolgimento del gioco. La tipologia varia in base al LARP: è un gioco competitivo o collaborativo? Dà importanza alla narrazione o al raggiungimento di un obiettivo? Preferisci che i giocatori si calino a pieno nella storia dei personaggi? Fatta mente locale, le meccaniche saranno l’operatore nascosto del LARP, a dirigere le dinamiche. Queste ultime, invece, rappresentano le meccaniche messe in pratica.
Il tempo richiesto alla progettazone può essere piuttosto lungo, ma dipende dalla tematica affrontata. Qualora il tempo manchi, consiglio di riferirsi ad agenzie esterne e/o game designer esperti. È una decisione da valutare con il dirigente scolastico, e con le famiglie, però è un’opzione che vale la pena di considerare.
Bibliografia:
Sitografia:


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