Il Gioco: Un'Innovazione Possibile per la Didattica?
- grautivity
- 21 gen
- Tempo di lettura: 4 min
Quando si parla di "gioco", la prima associazione che viene in mente è spesso quella di un'attività leggera, quasi futile, da bambini.
Tuttavia, nel contesto educativo, il gioco può essere uno strumento incredibilmente potente. In un sistema scolastico che, purtroppo, è ancora spesso ancorato a metodi tradizionali, parlare di innovazione didattica attraverso il gioco potrebbe sembrare una novità audace. In questo articolo esplorerò perché il gioco non solo può essere una risorsa utile, ma può trasformarsi in un metodo educativo coinvolgente, stimolante e, perché no, anche divertente.

Lo Stress della Didattica Tradizionale
Se sei capitato/a su questo articolo, è probabile che tu stia cercando un modo per rendere l'insegnamento più dinamico e meno stressante.
La didattica tradizionale, infatti, viene spesso vista come un modello rigido, che evoca immagini di doveri, regole e compiti. Questa impostazione può portare a una maratona noiosa che non solo demotiva gli studenti, ma, in alcuni casi, può frustrarli. Anche gli insegnanti, spesso sopraffatti dalle mille scadenze, possono sentirsi schiacciati dalla routine e dalla difficoltà di rendere le lezioni coinvolgenti.
È qui che entra in gioco un'alternativa stimolante: il gioco (che bel gioco di parole). Sebbene la didattica tradizionale non vada demonizzata, il gioco offre un'altra via per migliorare l'esperienza educativa per tutti.
"Il Gioco è Solo per Bambini"

Quante volte abbiamo sentito dire che il gioco è solo per bambini? Eppure, se ci riflettiamo, il gioco non è esclusivamente un'attività infantile.
Pensiamo, ad esempio, ai momenti di svago che tutti noi ricordiamo: una partita a carte tra amici o un'attività di gruppo che stimola la competizione sana. Questo ci insegna che anche gli adulti possono beneficiarne, e anzi, notare dei progressi più immediati, piacevoli e dvertenti.
Giochi come Simcity per la geografia, attività di coding per la matematica o giochi STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) sono un valido alleato nelle lezioni per favorire lo sviluppo di competenze fondamentali come il problem-solving, il pensiero critico e il lavoro di squadra. Questa tipologia di insegnamento prende il nome di Game-Based Learning (GBL), cioè l'applicazione di giochi da tavolo o virtuali a un contesto di apprendimento.
Perché il Gioco Funziona?
Ma cosa ha di speciale il gioco?
Secondo il pedagogista Aldo Visalberghi, esistono due tipologie di gioco: il ludico, che è fine a se stesso (o autotelico), e il ludiforme, che si applica a obiettivi concreti come l’apprendimento di una materia. Il secondo tipo, caratterizzato da regole semplici e progressione graduale, è perfetto per essere integrato nel processo educativo.
Il gioco non solo favorisce l'apprendimento, ma ha anche un impatto psicologico significativo. Johan Huizinga, uno degli studiosi più noti del fenomeno, ha parlato di "cerchio magico", un concetto che descrive come il gioco crei uno spazio protetto e sicuro in cui gli individui possono superare i propri limiti e imparare.
In questo "spazio" immaginario, le regole sono chiare, ma non sempre facili da seguire, e l'obiettivo è divertirsi nel superare gli ostacoli. Questo tipo di esperienza, che stimola il flusso (uno stato di totale immersione nell’attività), è ideale per affrontare l'errore senza paura di fallire.
Quando gli studenti giocano, la frustrazione derivante dagli errori diminuisce, e l'apprendimento diventa una parte naturale del processo. In questo modo, il gioco può trasformarsi in un potente alleato per sviluppare competenze psicologiche come l'empatia, la capacità di risolvere problemi e il pensiero strategico.
Gioco e Didattica: Un Futuro Possibile?

Se il gioco è così potente, perché non viene utilizzato di più nelle scuole?
Le difficoltà sono molte. In Italia, la cultura del gioco in ambito educativo è ancora limitata e molti insegnanti non hanno ricevuto una formazione adeguata sull'uso dei giochi come strumento di apprendimento. Una ricerca del luglio 2024, pubblicata sul Journal of Education, Technology and Social Studies, ha evidenziato che su un gruppo di 2752 partecipanti intorno ai 44 anni, un'ampia maggioranza non ha avuto una formazione specifica sull'uso del gioco in aula, non ha un'adeguata conoscenza dei game studies e non gode di una strumentazione tecnologica in supporto.
Inoltre, un dato che dà una speranza è la disponibilità del corpo docenti (nello studio erano coinvolti in maggioranza insegnanti curricolari, in minima parte insegnanti di sostegno e una fetta più sottile di altre figure educative) ad abbracciare questa implementazione. Certo, penserai tu, fosse solo questo tipo di formazione che manca avremmo vinto la Lotteria. È vero, però cominciare a diffondere una visione innovativa dell'istruzione direi che è un passo avanti.9
Come Fare nella Pratica?

Abbiamo constatato che i fondi dall'alto sono queli che sono. In mancanza di buoni investimenti nella tecnologia, esistono modi alternativi? Assolutamente sì, e sono i Board Games, cioè i giochi da tavolo
Per integrare il gioco nella tua didattica, ti consiglio di seguire questi 4 passaggi:
Analisi:
Valuta quale gioco sia più adatto alla materia che insegni e alla fascia di età dei tuoi studenti. Per esempio, se insegni storia, giochi come Risiko possono essere ideali per trattare eventi come la Seconda Guerra Mondiale. Fai anche domande ai tuoi studenti: quali concetti trovano più difficili? Questo ti aiuterà a scegliere il gioco che può essere più utile.
Ti suggerisco siti come Board Game Geeks, che possiede il repertorio più ampio a riguardo, e ti suggerisco anche di seguire Miss Meeple su YouTube, canale dove vengono fatte recensioni su giochi da tavolo e vengono mostrate anche le regole.
Design:
Non serve inventare nulla di complicato. Si tratta di progettare un'attività che combini le regole del gioco con gli obiettivi didattici. Ad esempio, nel caso di Risiko, potresti assegnare a ogni gruppo di studenti un paese e utilizzare i carrarmati per rappresentare le forze in campo durante la guerra.
Implementazione:
Spiega le regole del gioco agli studenti, magari cominciando con un esempio pratico. Dividi la classe in gruppi, lasciando loro la libertà di scegliere le squadre, e poi lascia che l’attività si sviluppi. Non dimenticare di facilitare la comprensione, con domande e brevi riflessioni durante il gioco.
Valutazione:
Dopo aver concluso l’attività, chiedi ai tuoi studenti cosa hanno imparato, cosa è stato più difficile e cosa invece si è rivelato interessante. Questo ti aiuterà a migliorare l’esperienza nelle prossime occasioni.
Non dimenticare di valutare anche te stess*!
In conclusione, il gioco può essere un'opportunità straordinaria per innovare la didattica, stimolare la curiosità degli studenti e favorire un apprendimento più efficace e coinvolgente. Se hai già provato a usare il gioco nelle tue lezioni, raccontaci la tua esperienza nei commenti: sarebbe interessante conoscere i tuoi risultati!



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