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La diversità vissuta da un Neurodivergente: con gli occhi dell'ADHD

Aggiornamento: 15 ott 2024


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Non sei strano, ragioni solo in modo un po’ diverso


Se ti è capitato di sentirti “strambo” o, ancora peggio, se hai avuto a volte l’impressione di avere qualcosa che non và, sei finito nell’articolo giusto.


Vedi, io sono esattamente come te e so quanto sia dolorosa quella sensazione, specialmente quando sei in mezzo agli altri (i “normali” secondo te) o quando ti trovi davanti ad un bivio e non sai che pesci prendere perché tutto, alla fine, ti sembra sbagliato per te.

Sai, è un po’ come se ti vedessi.


La diversità viene vissuta come un disagio, specialmente da chi è neurodivergente. Te ne stai lì, con un mondo dentro di te che, però, non sai come comunicare fuori da te e, nel dubbio, magari rimani in silenzio e sempre più nell’ombra.

Ecco, le parole che seguono, sono tutte per te e so che vibreranno in modo potente perché troveranno il terreno giusto.


2019 - Il crollo 


Sai cosa vuol dire passare le giornate cercando di attirare su di sé l’attenzione? 

È un po’ come trasformarsi in una bomba ad orologeria: alla prima occasione, esplodi.

Questo accadeva soprattutto perché continuavo a rimuginare sugli stessi problemi. 


Ero nevrotico, sulla soglia della mania. 


Se per caso, 5 anni fa, ti fossi ritrovato improvvisamente dentro la mia testa, avresti fatto di tutto per fuggirne a gambe levate. Avevo già questa idea di andare da uno psicologo e fu così che, dopo qualche mese dalla fine della mia ultima relazione, mi ritrovai davvero seduto su un divano di pelle bianca.


Dall’estate del 2019 all’autunno le cose presero una bruttissima piega.


Hai mai notato quanto sia complicata la faccenda dell’identità? Ma perché il cervello è così strano? Basta uno schiocco di dita e capisci di avere sbagliato percorso. Ed improvvisamente vuoi fare tutt’altro, ti interessi alla psicologia, al comportamento umano, quando, solo il giorno precedente, ti si vedeva ingobbito sui fogli da disegno. 


“E vabbè, dai. Il cambiamento fa parte del gioco!”


Sì, hai ragione ma fidati che per le scoperte avvenute in seguito, le turbe mentali si sarebbero spiegate. 

Cominciai l’Accademia di Brera. Dalle medie avevo una fissa solida come il cemento: creare un fumetto. 

Figo, eh?


Peccato che mi ritrovavo puntualmente a buttare il 99% delle pagine in preda alla frustrazione e ai continui cambi di idee.


2020 - Introspezione


Ricevetti un primo complimento su di me oltre al disegno. La mia psicologa mi disse che ho delle ottime doti introspettive. Io? Buon segno. La gioia del momento si ruppe però facilmente. Credevo di essere lento a capire le cose, mi sentivo di meno degli altri. Lei mi disse che ho un’intelligenza più alta della media.


E allora perché diavolo facevo fatica?


Nel frattempo una scintilla si accese nella mia routine.

Neanche me ne accorsi, mi divertivo ad aiutare gli altri. Presi ad annoiarmi alle lezioni di disegno, la domanda ridonante era:


“Perchè diavolo sono qui? La passione per l’arte? La voglia di affermarmi?".


Sapevo di stare entrando in acque nuove, sulle orme della psicologia. Una prima idea era di intraprendere Scienze dell’educazone. L’unica figura che conoscevo era lo psicologo o a grandi linee il coach.

Proviamo.


Mettermi a studiare per i test di ingresso era un altro paio di maniche. Il malloppo che integra la biblioteca nazionale con le conoscenze segrete di arti magiche e i segreti oscuri del Paleolitico, anche chiamato Cultura generale, aspettava di farmi lacrimare gli occhi. 

Non per la commozione, sia chiaro.


Accidenti, hai presente quando nei videogiochi c’è quel nemico che hai sfidato talmente tante volte da non aver ancora capito come debellare? Video di palazzo della memoria, metodo di studio, associazione per immagini... niente! Non funzionava niente! Forse ero sbagliato io?


L’insicurezza pungeva a tal punto da assillarmi. “Come lo sai tu non va bene!”. Per precauzione feci un test del QI, per supposta dislessia. Il risultato finale fu che ero un ragazzo con B.E.S, Bisogni Educativi Speciali. Il mio ragionamento funziona in modo reticolare, cioè non segue un ordine in sequenza. Va per concetti, in maniera piuttosto rapida e intuitiva; le connessioni riguardano perfino concetti apparentemente distanti, il covo perfetto della dispersione.


O c’era dell’altro? 


Cominciai l'Università degli Studi di Bergamo, che vissi come un riscatto. Ero il guerriero in procinto di proseguire su una salita frastagliata, intenzionato a raggiungere l’esercito. Le soddisfazioni arrivavano, però sentivo una grande energia incontenibile, che reclamava lo spazio. 


2021/2022 - Doppia faccia


Decisi di aprire un blog, dove indirizzare le conoscenze.

La scrittura mi contraddistingue da quando sono piccolo. Amavo le poesie, le storie e inventare personaggi. Eccola, la città ideale in cui esprimere ciò che sento e dispensare consigli di lettura.


Nel frattempo, la distanza dai miei coetanei pareva aumentare. Mi sentivo veramente diverso, distante dal modo di pensare comune. Un senso di insofferenza cominciava a prendere voce in capitolo, mentre un altro si stava aprendo. 


La psicoanalisi non bastava più. Percepivo di avere dei tratti distinti, dalla suscettibilità agli stimoli, all’iperattività, all’impulsività. Complicavano la quotidianità e la gravità delle scelte prese.

La rivelazione di una diagnosi è complicata da accettare, seppure sarei rimasto me stesso. 


E se fossi stato ADHD? 


La sete di esplorazione era inarrestabile. Il calendario sembrava un dipinto degli impressionisti, con mille attività associate a mille colori. Nell’arco della giornata, 4 obiettivi completamente sconnessi tra loro andavano completati.


2023 - Il mio "Superpotere"


Ti è mai capitato di avere un tratto distintivo? Una specie di sesto senso, una dote che altri non capivano o ti riconoscevano?


Ecco, il mio superpotere era fare mille cose insieme.


"Multitasking?"


Non esattamente, te lo sto per rivelare. Quando i miei coetanei facevano una sola cosa durante la giornata, io ne facevo 4. Per me era inconcepibile stare su una sola cosa, anche per una settimana. La ricerca proseguiva, e feci un’altra scoperta inaspettata. La causa di quel traffico di progetti inconclusi e curiosità inarrestabile.


Sono multipotenziale.


È un termine di uso recente, quindi è normale rimanere spiazzati.

La faccio semplice: se avessi il triplo del tempo in una giornata lavorerei a 10 mila cose in parallelo. Le persone multipotenziali fanno estrema fatica a tracciare una strada rettilinea, che segue un unico scopo. Sono rinomati per cambiare svariati lavori, per il fabbisogno di costante apprendimento, nonché per una overdose di creatività giornaliera.


“Ma quindi sei ADHD o multipotenziale?”.


In base ad alcuni colloqui svolti, ho scoperto di essere ADHD, ma compensato con il percorso di crescita personale. La multipotenzialità è parte del pacchetto.


E pensa, è proprio grazie a questo mio superpotere che ho realizzato Grautivity, esattamente il gennaio del 2024. Senza, in tutta probabilità, non avrebbe visto la luce. Infatti deriva dalla mia solitudine, dal voler trovare il cuore comune delle discipline e trasmettere così la mia percezione del mondo. Come si dice, gli artisti danno il loro meglio convertendo la sofferenza in valore, giusto?


2024 - Nel mirino


A marzo conobbi il burnout.


In quel “conobbi” la stretta di mano non era per nulla gradita. La sua manifestazione portava con sé un messaggio importante:


Dovevo scegliere.


Organizzare una lista di priorità era un’impresa assai ardua. Andare d’accordo con le strategie ero convinto non fosse nel mio DNA. Gestivo Grautivity, la scrittura di un libro, il lavoro, e non ricordo che altro. Mi rivolsi a una coach, la prima per multipotenziali in Italia. Le chiesi aiuto nel costruire una strategia efficace, che fosse adatta a me.


Navigare privo di bussola però, risultava rischioso. 

Accadde qualcosa di magico.


Scavai a fondo nel mio perché, come mai ci tenessi così tanto ad andare avanti con Grautivity, qual era il mio motore interno. Lavorai per mesi solo su questo, una sfida dalla quale dipendeva la rotta di me e della squadra. Alla fine, nel settembre del 2024, ho affinato un metodo personale, con cui rendere giustizia alla moltitudine di interessi.


Dopo ben 5 anni di burrasche, acque piatte e ogni tanto qualche gabbiano, ho imparato ad addomesticare la mia multipotenziaità, e di conseguenza l’ADHD.


Cosa voglio dirti con tutto questo? Il messaggio che voglio comunicare, è che ogni persona può trasformarsi. La natura ci ha donato una capacità, quella di modificare i nostri stati mentali, di fare esperienza. Il lato negativo della scuola è che questo non ce lo insegna. Sei DSA? Rinuncia a fare matematica, o letteratura, o qualsiasi materia che preveda abilità dove sei carente. Sei ADHD? Rinuncia ad avere soddisfazioni personali, tenderai all’infinito all’incostanza. 


Le neuroscienze, la biologia, l’epigenetica, l’evoluzione, la psicologia però, sono discipline con un cuore comune, riassumibile nel proverbio del celebre matematico Lorenz:


“nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.


Puoi trasformarti anche tu.


Nel corso di questo viaggio insieme, ti farò capire che ragionare e percepire in modo diverso sono un grande valore, se coltivato.


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