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Come fare ciò che ci Piace - dalla Pedagogia di Lowen alla Filosofia Antica

Aggiornamento: 23 set 2024

"La ricerca ossessiva del piacere è la perdita del piacere stesso" - A Lowen

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Qui oggi abbiamo come ospiti Salvatore Grandone e Cristina Ciaralli, che affronteranno insieme come argomento "Il Piacere", per rispondere alla domanda: "Come fare ciò che ci piace?". Benvenuti ragazzi!


C: Io sono Cristina Ciaralli, una pedagogista e educatrice, e sto studiando psicologia dell'età evolutiva. Mi occupo di minori e famiglie da diversi anni sul territorio e ho pensato di aprirmi un canale Instagram per sensibilizzare sui minori. Mi piace molto questo progetto perchè è multidisciplinare e mi collego volentieri.


Introduci pure il tema di oggi. In che modo si collega alla nostra vita quotidiana?





C: Il piacere ha un'interpretazione e una vita puramente soggettiva, quindi non esiste una definizione uguale per tutti. Io mi sono ispirata a Alexander Lowen, uno psicoanalista e fondatore della bioenergetica, perchè tratta l'argomento da un punto di vista particolare. Nella sua opera abbraccia la psiche, la mente e il corpo. Vorrei cominciare da una sua frase: "La ricerca ossessiva del piacere è la perdita del piacere stesso". Per Lowen il piacere non va ricercato, ma capito attraverso l'ascolto che possiamo avere nei confronti di noi stessi. Capire cosa ci piace davvero è un grande sforzo, e lo soddisfiamo quando troviamo la nostra spontaneità in quello che stiamo facendo. Prendiamo ad esempio i bambini. Quando li vediamo giocare sono molto attenti in ciò che fanno: stanno apprendendo mentre svolgono l'attività. Sono talmente concentrati che sono immersi mente e corpo, e il tempo è come se si fermasse. Questa è la sua prospettiva, ho cercato di riassumere, vorrei dare spazio a Salvatore.

 

S: Mi ha colpito la parte iniziale del libro di Lowen, dove sottolinea la stretta relazione tra espressione, movimento e piacere. Questo principio si trova anche nei filosofi antichi, ad esempio in Aristotele, il quale affermava che "L'eccellenza deriva da quando trovi piacere nelle attività intense". Verrà ripreso da filosofi moderni come Spinoza, che definiva il piacere "Estensione della nostra capacità di esistere". Questo aspetto, come accennato da Cristina, ha forti ripercussioni in ambito pedagogico. Il sistema scolastico, ben sappiamo, contiene un atteggiamento normativo e repressivo, in particolare sulla creatività. Tu Cristina cosa ne pensi a riguardo?

 

C: Io ovviamente non parlo a nome di tutte le scuole, però per esperienza posso parlare per quello che ho visto e della tendenza generale della scuola. Purtroppo la scuola porta a una tendenza a omologarsi, ad avere un modello, perchè le risorse sono quelle e le possibilità strumentali sono quelle. Fino a quando io non sarà autentic* non saprò cosa mi rende liber*, perchè sono costrett* ad asserire a un modello che non mi rappresenta. Ad esempio ci sono diverse intelligenze che non vengono prese in considerazione, o vengono più svalutate rispetto ad altre, a favore dell'intelligenza logico-matematica. Ci sono dei bambini a cui viene naturale esprimersi tramite la musica, e che provano piacere in maniera del tutto spontanea. Ritorna infatti l'espressione di sè e di cià che ci riesce in modo fluido. Conosco una bambina che faceva fatica a esprimersi a parole e ci ha messo poco tempo a imparare una frazione a pianoforte. Tu Salvatore sei dello stesso avviso?

 

S: Sì, noto anche io questo. Bisogna pure considerare che al liceo questo problema è più grave, perchè nonostante la didattica si sia evoluta i ragazzi si sentono molto compressi, sul piano della loro creatività. La problematica che tu accenni dell'omologazione è concreta. Lowen sottolinea che la morale del lavoro, la ricchezza come valore fondamentale, a scuola rimangono fondamentali. Ma più la scuola è materialista e concreta e più non sarà quella scuola centrata su valori utili alla formazione dell'individuo. Si perde la dimensione del piacere, perchè andare a scuola serve a trovare un buon lavoro, maturare le competenze e avere uno stile di vita agiato. Io ritengo che la didattica per competenze non deve dimenticare il tema del piacere, che ci permette di stare con noi stessi e con gli altri.


Che dire, abbiamo dipanato l'argomento alla stra grande! Riuscire a comprimerlo come direbbe un vecchio rapper "In 400 caratteri SMS" è stato un traguardo. E' un argomento importante, e tante persone che non ne sentono spesso parlare possono ricevere l'infarinatura necessaria. Io ragazzi vi ringrazio, se non c'è nulla da aggiungere ci vediamo al prossimo episodio!





 

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