Innocenza o Manipolazione? La Seduzione tra Cina e Psicologia
- grautivity
- 24 apr 2024
- Tempo di lettura: 7 min
Aggiornamento: 23 set 2024
“Si ama solamente ciò che non si possiede, di inaccessibile”.
Nell'immaginario comune, sedurre qualcuno vuol dire attrarlo sessualmente.
In realtà l'etimologia e la psicologia narrano una verità diversa. In Cina un uomo per sedurre deve avere un bel naso; i colori delle Geishe nascondono un significato profondo. Nella psicologia la seduzione riguarda intenzioni manipolatorie. Spingiamo il prossimo a fare quanto diciamo o vogliamo, ma è un principio naturale che arriva dai bambini. Questo è altro con l'educatrice Anna Massari e la pedagogista Cristina Ciaralli!

Benvenute! Introducete pure il tema di oggi!
Le Geishe e le mani in Oriente
A: Visto che il tema è quello della seduzione, ho piacere di affrontarlo da un punto di vista orientale. Ma prima di trattarlo, è importante fare un parallelismo tra seduzione e sacralità orientale. Questo mondo si sviluppa attraverso il gioco di luce e tenebra. Le mani rappresentano il sole che splende o si rinchiude. Questo meccanismo rappresenta la luce che emerge dalle tenebre, le quali sopraffacevano la stessa luce.
Alla luce di ciò, la figura che collega la sacralità alla seduzione è la donna. La donna che regge il ventaglio è colei che possiede la conoscenza profonda, che rivela attraverso la Luna. L’Oriente, come accennato negli scorsi episodi, mette al primo posto la natura.
Come forma di devozione, le donne orientali usavano cospargere il viso di una polvere bianca, che ricorda il pallore lunare, sinonimo di bellezza; è in contrasto con l’incarnato giallo, non ben visto. Il bianco non scalza il nero, ma lo contempla. Questo è visibile soprattutto durante la cena, con il simbolo del Tao, comunemente Yin e Yang.
Parlando del Giappone, ha elaborato la propria cultura erotica. Se l’erotismo occidentale è basato sull’eroismo del prode guerriero, l’erotismo orientale è basato sui giochi di ombre e luci. Se i piedi rappresentano lo sporco, la mano crea partendo dal basso verso l’alto, sviluppando un volo.
Se pensiamo alle ombre cinesi, i bambini vengono divertiti e educati alla creatività. Le mani possono diventare infatti, attraverso le ombre, qualunque cosa.
Inoltre nell’erotismo Orientale, la donna può un po’ tutto.
In antichità la guerra era compito dell’uomo, alla donna invece, era affidato il compito di creare un mondo di sollievo e soddisfazione. La Geisha, oggi presente in misura minore, riconoscibile dal trucco, il kimono e la seduttività, sono donne d’arte, che dedicano la vita alla pratica delle discipline artistiche; al contempo sono dame di compagnia: hanno il compito di accogliere nella danza.
Non è un compito semplice. Oggi è difficile incontrarla. Nella Geisha, il bianco puro, il rosso vivace e il nero cupo, sono i colori principali. I capelli sono considerati sintomo di bellezza, insieme alle restanti caratteristiche. Questa figura, purtroppo, è malvista, essendo che è solito abbinarla alla prostituta. Infatti non possono consumare rapporti sessuali! Per tale motivo il governo giapponese è intervenuto a specificare la differenza tra Geishe e prostitute.
Nonostante ciò, è riuscita a insediarsi in alcuni punti del Giappone, a organizzare i suoi spettacoli, a farsi un nome e a intrattenere. Ai giorni d’oggi, la seduzione nelle ragazze giapponesi è differente. Sono loro a compiere il primo passo, a scapito degli uomini. L’intenzione non è dichiarata, bensì implicita. Al contrario, se vogliono dichiararsi, lo devono fare di fronte a tante persone.
In Corea del Sud, differiscono i meccanismi di seduzione. Si ritiene che il gruppo sanguigno influenzi direttamente la personalità di una persona, come i segni zodiacali in Occidente. Un altro aspetto emergente, è la scelta dei dettagli del partner perfetto. Alla domanda: “Cosa ti colpisce dell’uomo?” la risposta più gettonata è “il naso”. Data la mancanza di nasi variegati, i nasi peculiari attraggono subito l’attenzione. La gentilezza è un altro aspetto benvisto. Tengono anche alla pelle, alle impurità, all’aspetto fisico magro, alle creme per il corpo (comuni nei brand coreani).
Ho una domanda. Dal tuo punto di vista, rispetto a queste tematiche, si può prendere qualche punto di ispirazione dal mondo Orientale?
Sì, si potrebbe considerare che noi Occidentali siamo diversi per caratteristiche fisiognomiche. Mentre noi volgiamo lo sguardo a determinati particolari, loro lo volgono sui nasi!
Stavo leggendo a tal proposito un libro sulla creatività, e a un certo punto l’autore parla di quanto nelle culture differiscano certi fattori, come il tempo. Quindi, quando mi hai parlato del naso, tutto coincide! Quando trovi delle persone coreane, pensi che certe caratteristiche corporee possano attrarre, e invece no!
Esatto! In Giappone più la donna ha i canini in fuori, più e attraente! La fantasia dell’uomo è ricordare l’aspetto infantile della donna, tant’è che ricorrono a chirurgie estetiche.
La donna quindi viene vista come infantile?
Il discorso è più complesso. In Giappone pure i bambini vengono visti in maniera diversa. Sono dei lati che vanno tirati fuori in altri contesti.
Nell’antica Cina, le donne si truccavano e seguivano dei veri e propri corsi di formazione dalle sultane. Facevano delle attività di preparazione per il matrimonio, per incarnare le caratteristiche reputate all’altezza di una vita matrimoniale. Ai tempi era una vita di sottomissione, i discorsi sulla parità di genere erano ancora interrati. Al giorno d’oggi, invece, le ragazze cinesi, anche sotto l’influenza dello Stato, hanno maturato uno stretto legame con l’aspetto economico. Ai tempi l’uomo era seducente se ricco, e in alcune città cinesi esiste un’usanza atipica: i ragazzi e le ragazze, per iniziare una relazione, non si trovano dal vivo, ma usano un curriculum! In esso scrivono le richieste del partner ideale.
Ma questo in contesti specifici o in generale?
Sì, in generale. I cinesi posizionano i curriculum in posti ben definiti, e gli interessati si recano in quegli stessi posti in cerca di quei curriculum.
È uno dei tanti approcci che ha creato stupore. Ora Cristina interviene sul tema con lo sfondo pedagogico.
La Seduzione nella Psicologia:
C: É stato tutto interessante, e ho trovato dei punti in comune. Non tanto delle congiunzioni dal punto di vista culturale col nostro Paese, ma ho deciso di portare questo tema sotto una luce psicanalitica. Mi sono collegata al libro di Aldo Carotenuto, “Miti e riti della seduzione”. Partiamo dal presupposto che Eros, intesa come forza costruttrice, soffio vitale e curiosità, è l’energia che muove il mondo, contrapposta al Thanatos. Dove c’è Eros c’è seduzione, perchè c’è “ricerca di”. Si seduce sempre e si è costantemente sedotti dalla vita, sin dalla prima infanzia. Il bambino e la bambina sono seduttivi rispetto agli adulti, per natura, per questioni di sopravvivenza.
Deve attrarre a sè persone che siano in grado di garantirgli sicurezza. Per questa ragione sono piccoli, malleabili e flessibili. Con chi viene a contatto il corpo del bimbo, in primis? Con la mamma, il cui corpo resta nell’immaginario della psiche umana nella sicurezza che trasmette. L’adulto, invece, seduce il bambino mettendosi alla pari: usa un tono accogliente, simile alla sua voce, un atteggiamento di cura.
In adolescenza la seduzione proviene dall’aggressitivtà.
Gli adolescenti hanno bisogno di rompere le regole in modo da staccarsi dai genitori, e permette di ricostruire la propria identità. Nel mondo adulto, l’Eros viene a contatto con vari ambiti, tra cui le relazioni. In un suo romanzo, Proust scrive “Si ama solamente ciò che non si possiede, di inaccessibile”.
Il tema della maschera di Anna, delle Geishe, ricorda questa inaccessibilità. È reale ma non è raggiungibile. Questa è la chiave della seduzione, che rientra perfino nei giochi di potere. Sedurre vuol dire infatti portare altrove, “condurre a sè”. Comporta una certa dose di paura, di essere frantumati, cadere nell’oblio; di cercare qualcosa che non sarebbe ciò che si era sperato. Il concetto di maschera, consente di far apparire ciò che attira, ovvero gli elementi mancanti nell’altro. Questi vengono proiettati, scambiandosi con la realtà stessa: il seduttore è visibile, ma non tangibile. Non è possibile usufruire della maschera, ma solo rimanerne attratti.
Dopo di che, dal punto di vista pedagogico, è importante la relazione tra seduzione e potere.
Si tratta di un gioco ambivalente. Per poter sedurre qualcuno, bisogna dare al prossimo ciò che tu vuoi che esso veda, e che si aspetta da te. A poco a che fare con l’amore. L’amore prende l’intero, la persona, mentre la seduzione coglie l’idealizzazione.
Sotto l’ala pedagogica, ricaviamo che è fondamentale la seduttività perchè ci porta a capire gli elementi di cui abbiamo bisogno. Nella continuità dello scambio seduzione-potere, qualora sia reciproco, è un conto; altrimenti, se si rimane intrappolati in questo meccanismo, rischia di essere un fattore di criticità. Infatti si stenta a uscire da una proiezione fittizia dell’altro. Indossare una maschera non vuol dire inautenticità, ma mostrare un lato di sè.
Avrei molte domande da fare a riguardo. In questo tema, vedo rientrare la molteplicità di sè che distingue una persona. Nella virtualità, dato il rischio naturale del gioco seduzione-potere, è pericolosa la compresenza di tanti sè ideali?
Assolutamente, da un lato è anche molto funzionale nelle pubblicità, nel marketing, o nell’apprendimento. Nelle relazioni però, deve essere confinata in uno scopo preciso, in un determinato contesto e limite temporale. Ad esempio, se faccio parte del mondo del marketing, cercherò di sedurre l’acquirente con un obiettivo specifico, contestualizzato.
Io ho letto della differenza tra carisma e seduzione. Qual è la differenza tra i due?
C: Il carisma di una persona è una caratteristica posseduta, una capacità. La seduzione, al contrario, fa parte di un gesto manipolativo. Cosa ne pensi Anna, a riguardo?
A: La penso allo stesso modo. Il carisma o ce l’hai o non ce l’hai. La seduzione è premeditata, meno di pancia. Una persona carismatica possiede determinate capacità, è spontanea.
C: La seduzione fa parte di una sfera a parte, conduce a un fine. Il carisma è una dote, è immediato, la seduzione è protagonista di un meccanismo. Manipolazione significa “mettere le mani”, è comporta la modellizzazione della realtà.
Bene ragazzi, vi ringrazio, sono stati argomenti veramente belli! È stato interessante il confronto tra pedagogia, psicologia e mondo Orientale. Ci vediamo alla prossima!
C: Grazie mille!
A: Grazie!


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