Migliora il Rapporto con i Tuoi Studenti con l’Intelligenza Ecosistemica
- grautivity
- 31 ott 2024
- Tempo di lettura: 7 min
Aggiornamento: 13 nov 2024
Hai mai osservato un formicaio? Migliaia di formiche lavorano insieme in modo coordinato, ognuna con un compito preciso, per far funzionare la loro colonia. O hai pensato a quanto sia complessa una città, con le sue strade, i suoi edifici, i suoi abitanti, tutti interconnessi e in continuo movimento? Questi sono esempi di sistemi complessi, sistemi in cui le parti interagiscono tra loro creando un tutto più grande e dinamico.
In questo articolo, parleremo di un tipo particolare di intelligenza, quella che ci permette di capire e interagire con questi sistemi complessi: l'intelligenza ecosistemica.
Immagina di essere un giardiniere: per far crescere un bel giardino, devi conoscere le relazioni tra le piante, il terreno, l'acqua e il sole. L'intelligenza ecosistemica è come essere un giardiniere del nostro mondo, comprendendo le connessioni tra le persone, la natura e la società. Per spiegarla mi appoggerò alla filosofia e alle scienze dell’educazione, e successivamente, al ruolo della storia, dei cambiamenti climatici e delle neuroscienze.
Indice
Introduzione all'intelligenza ecosistemica
L’Architettura nascosta dei sistemi complessi
La scuola come un organismo vivente
Eredità e futuro: il nostro ruolo nel grande disegno
La tua storia è di tutti

L’Architettura nascosta dei sistemi complessi
Avete presente cosa fanno gli architetti? Hanno un compito ben preciso: progettare la struttura di un edificio, assicurandosi di stare negli spazi prestabiliti. È un mestiere complicato, perché basta un minimo errore di calcolo a causare il crollo della struttura. Il progetto, solitamente, prevede l'accostamento di piani e stanze, ognuna con una precisa funzione: il piano terra, il primo piano, il secondo piano, eccetera, poi la cucina, la camera da letto e via dicendo. Ora, immaginate che un giorno il più grande architetto, prese la decisione di progettare il miglior edificio mai esistito, l'Universo. Non ti spaventare, non disturberemo Giove o Saturno; però, il concetto, è che in questo enorme edificio esistono tantissimi piani e stanze interagenti tra loro. Uno di questi è il Pianeta Terra, la Nostra Casa, che a sua volta contiene una miriade di strutture interne.
Ma cosa accade nel progetto di questo grande architetto? Perché è importante saperlo?
Consideriamo la realtà come un palazzo organizzato in piani, ben adornati, i quali a loro volta contengono stanze con altri piani, e così via. Per renderlo poco noioso, il nostro architetto ha pensato di ricorrere a piani fatti di leggi e componenti diverse.
Il Pianeta Terra è composto, infatti, da un piano più superficiale, quello della fisica meccanica, dove regnano i principi di linearità (causa-effetto) e certezza; e un piano più profondo, quello quantistico, animato dalla probabilità e dall'incertezza. Direi che il nostro architetto avrà sicuramente evitato l'esaurimento nervoso.
Premuroso com'era, inventò un modo per muoversi da un piano all'altro, un ascensore speciale: la conoscenza. Più impariamo, più piani possiamo esplorare!
Saliamo ora in questo ascensore ed esploriamo cosa sono i sistemi. Ci sarà utile operare una distinzione. Ti sarà capitato in tenera età di studiare gli insiemi. Sappiamo bene che in matematica, gli elementi di uno stesso gruppo rientrano in un'unica categoria, chiamata insieme. La cosa particolare, è che gli elementi non si influenzano, ma rimangono separati. È una specie di festa in cui gli invitati rimangono in disparte. Al contrario, il nostro architetto ha progettato una festa interattiva, una struttura in cui le parti costituenti si influenzano tra loro.
E cosa accade se interagiscono? Il risultato è un fenomeno studiato da centinaia di esperti, non sempre prevedibile, denominato complessità, dove due o più parti possono dare origine a qualcosa di nuovo.
Per dirla con la metafora precedente, formano nuovi mobili, decorazioni, o addirittura stanze.
Una domanda che potrebbe sorgere è: perché ci è dato sapere come funziona un sistema complesso?
La scuola come un organismo vivente: un nuovo modo di pensare all'educazione
Spesso pensiamo alla scuola come a un edificio diviso in tante stanze separate, dove ogni problema rimane chiuso nella sua stanza. Ma se provassimo a immaginarla come un corpo umano? Un corpo vivo, fatto di tante parti connesse tra loro, come le braccia, le gambe e i muscoli. In questo modo, potremmo capire meglio come ogni azione, grande o piccola, influenzi tutto il resto.
Ciascuno di noi, come studente, è un piccolo organo in questo grande corpo vivente. Un tendine, un muscolo che, insieme agli altri, forma un organismo vivente: la classe. Proprio come in un corpo umano, ogni parte ha un ruolo fondamentale e interagisce con le altre.
Ma cosa succede quando questi organi si incontrano? Quando un insegnante e uno studente si trovano faccia a faccia? Nasce una relazione, che può essere costruita con il dialogo. Socrate, un grande filosofo antico, ci ha mostrato come attraverso le domande giuste sia possibile far emergere le idee di un'altra persona e aiutarla a conoscersi meglio.
Purtroppo, spesso nella scuola si tende a omologare gli studenti, a trattarli tutti allo stesso modo, come se fossero delle copie identiche. Ma ogni persona è un mondo a sé, con le proprie peculiarità e potenzialità. Il compito dell'educazione è proprio quello di far fiorire queste individualità, di aiutare ogni studente a scoprire se stesso e a sviluppare i propri talenti.
La scuola dovrebbe essere un luogo dove ognuno possa sentirsi valorizzato e accolto per quello che è. Purtroppo, spesso accade il contrario: gli insegnanti, con le loro aspettative e i loro giudizi, possono ferire la sensibilità degli studenti e limitarne le potenzialità.
Ricorda quando odiavi una materia? Forse l'insegnante non riusciva a vedere il tuo punto di vista o a stimolare la tua curiosità. Queste esperienze negative possono lasciarci delle cicatrici emotive profonde, che influenzano il nostro modo di apprendere e di relazionarci con gli altri.
Per fortuna, il nostro cervello è plastico, cioè può cambiare nel tempo. Grazie a relazioni positive e a nuove esperienze, possiamo superare le nostre paure e scoprire talenti inaspettati. L'insegnante ha un ruolo fondamentale in questo processo: deve essere in grado di creare un ambiente di apprendimento sicuro e stimolante, dove ogni studente possa sentirsi libero di esprimere se stesso e di fare errori.
Invece di cercare di omologare tutti, gli insegnanti dovrebbero valorizzare le differenze individuali e adottare un approccio personalizzato.
Questo significa ascoltare attentamente gli studenti, comprendere le loro esigenze e offrire loro un sostegno adeguato.
Eredità e futuro: il nostro ruolo nel grande disegno
Come accennato nel paragrafo precedente, educare alla responsabilità implica tenere presente del contesto vissuto. Tre insegnanti mascherati ci insegneranno a leggerlo: la storia, i cambiamenti climatici e le neuroscienze. Dico mascherati perché, spesse volte, sono ambiti molto trascurati. Studiando la storia, possiamo imparare dai nostri errori e trovare soluzioni innovative ai problemi attuali. Possiamo capire come le nostre scelte influenzino l'ambiente, come i cambiamenti climatici impattino sulla nostra salute e sul nostro futuro.
Per esempio, possiamo chiederci: perché abbiamo consumato così tante risorse naturali? Come le nostre abitudini quotidiane influenzano il clima? Cosa possiamo fare per costruire un futuro più sostenibile?
La scuola dovrebbe aiutarci a capire come le nostre azioni, passate e presenti, influenzano il mondo che ci circonda e le generazioni future. Dalla cura del prossimo, infatti, passiamo anche alla cura dei prossimi, sia in senso spaziale (chi ci sta vicino), sia temporale (chi verrà dopo).
Immaginiamo la storia come un grande puzzle. Ogni pezzo è un evento, una persona, un cambiamento climatico, una tradizione culturale o antropologica. Mettendo insieme questi pezzi, possiamo ricostruire il passato e capire come siamo arrivati a questo punto. Ma la storia non è solo una serie di fatti: è anche fatta di emozioni, di storie personali e di relazioni tra le persone.
È triste vedere come, col passare del tempo, stiamo perdendo il legame con la natura. A scuola, spesso ci concentriamo su date e fatti storici, senza approfondire le cause e le conseguenze degli eventi. Certo, è importante conoscere il passato, ma è altrettanto importante capire come le azioni dell'uomo hanno influenzato l'ambiente e come questo, a sua volta, ha influenzato la storia.
Catapultiamoci un attimo nella Rivoluzione Industriale: un periodo di grandi scoperte e progressi tecnologici, ma anche l'inizio di un profondo cambiamento nel nostro rapporto con la natura. Se ci soffermassimo a riflettere sulle cause e sulle conseguenze di questa rivoluzione, potremmo comprendere meglio le sfide ambientali che affrontiamo oggi.
Studiare la storia non significa solo memorizzare date e nomi, ma anche cercare di capire le persone che hanno vissuto in quel periodo, le loro speranze, i loro sogni e le loro paure. Si tratta della cosiddetta micro-storia. In questo modo, possiamo sviluppare un senso di empatia e di responsabilità verso le generazioni future.
Detta con gli insegnamenti di Socrate, vuol dire maturare un atteggiamento maieutico verso il passato, come se ci rivolgessimo a un maestro millenario. Per dirla col linguaggio delle scienze dell’educazione, avere cura della storia, dove per cura intendo l’accoglienza di quello che è stato, per andare in cerca di soluzioni alternative.
Prova ad immaginare un laboratorio dove lo studente, per spiegare uno o più fatti storici, deve impersonificare un personaggio (umile o nobile) e trasmettere come si dovesse sentire, quali sogni potesse avere, che istruzione, eccetera.
La tua storia è di tutti
Dividere la storia in tre livelli - personale, interpersonale e oggettiva - ci permette di comprendere come le nostre azioni individuali si intrecciano con la storia collettiva e con l'ambiente. Le nostre abitudini quotidiane, influenzate dalla nostra storia personale e dalle relazioni con gli altri, contribuiscono in modo significativo ai cambiamenti climatici.
Ad esempio, se siamo cresciuti in una famiglia che non dava molta importanza alla raccolta differenziata, è probabile che anche noi, da adulti, tendiamo a sottovalutare questo gesto.
Studiando la storia, possiamo comprendere come le società del passato si sono adattate ai radicali cambiamenti, come quelli climatici. Possiamo anche analizzare come le nostre scelte odierne influenzeranno il futuro del pianeta.
Per affrontare le sfide del cambiamento climatico, ad esempio, è fondamentale un approccio interdisciplinare che coinvolga la storia, la geografia, le scienze e le materie umanistiche. Studiando la storia, possiamo comprendere come il clima ha influenzato le civiltà del passato e come le società umane hanno interagito con il contesto La geografia ci aiuta a visualizzare i cambiamenti climatici a livello globale e locale, mentre le scienze ci forniscono gli strumenti per comprenderne le cause e le conseguenze.
Le materie umanistiche, come la filosofia e la letteratura, ci aiutano a riflettere sulla nostra intimità con la natura. È importante sottolineare come i cambiamenti climatici non siano solo un problema ambientale, ma abbiano anche un impatto significativo sulle nostre capacità cognitive. L'aumento delle temperature, l'inquinamento atmosferico e la scarsità d'acqua possono influenzare negativamente la nostra concentrazione, la nostra memoria e la nostra capacità di apprendere.
Inoltre, eventi meteorologici estremi come ondate di calore e alluvioni rischiano di causare traumi psicologici e stress, con conseguenze a lungo termine sulla salute mentale.
Ecco alcune domande interessanti da porre, per avanzare le dovute riflessioni sul proprio agire. Cosa mi porta ad adottare questo comportamento? E su coloro che mi circondano? Che conseguenze può avere a lungo termine e in quali ambiti?



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